mercoledì, febbraio 22

LA LEZIONE DI DOMANI

Oggi ho raccontato alla terza B la storia della vita di Darwin.
Questo signore che da ragazzo aveva la stessa voglia di tutti di studiare, cioè medio poca o medio tanta a seconda dei giorni e che, dopo un incontro fortunato di quelli che capitano talvolta nella vita, gli succede di imbarcarsi a gratis sul Beagle e di raccattare foglie, fossili, ossicine e favolose idee su cui da meno giovane costruirà la teoria dell'evoluzione.


Per compito per domani avranno letto pagina 32 e 33 del loro libro di storia e, come da prassi, avranno risposto a domande come Chi era Lucy? Perché gli antropaleontologi hanno cercato Lucy in un posto deserto dove non ci vive un'anima? (la seconda domanda comunque mi piace).

Ma domani si ricorderanno di Darwin, delle ossicine raccolte in Cile, della cugina che si è poi sposato quando è tornato a Londra ma non avranno capito quasi un'acca della teoria dell'evoluzione.

Eppure per capire se avevano capito il senso di tutto gli avevo chiesto se il mio cervello fosse più o meno evoluto del loro. "Più evoluto il tuo, maestra!", si è alzato un coro (che carini). Allora ho chiesto loro se l'uomo di Neanderthal fosse nato prima o dopo dell'Homo Sapiens. "Prima, maestra!". E infine se l'uomo di Neanderthal avesse il cervello più o meno evoluto dell'Homo Sapiens. "Meno evoluto dell'Homo Sapiens, maestra!". 

A questo punto, in barba all'idea che ho di me che dovrei starmene zitta e ferma almeno due giorni prima di assecondare un'idea, alla lavagna ho fatto loro questo schema, basato su un sillogismo che a chiamarlo sillogismo mi piangono i neuroni e sul fatto strascientifico che io sono nata ventidue anni prima di loro:

                                  



Ma questo non è più importante, perché domani forse addirittura uno solo degli alunni della terza B si potrà sentire un Darwin per un momento.

Ho cercato in giro dei disegni che riassumano l'evoluzione umana e ho trovato cose come queste:





Allora illuminazione.
Domani la definizione di evoluzione la  scopriranno da soli.

Ho pensato di fare molte copie di queste e delle altre immagini che ho trovato, mescolarle e far scegliere a ognuno di loro quella che più li ispira. Poi dirò loro di scrivere sul quaderno il titolo "Evoluzione", di incollare la figura e descriverla.
Descrivendo la figura che hanno scelto daranno la definizione di evoluzione senza mai averla studiata.
Solo dopo farò prendere i vocabolari, cercare la parola "evoluzione" e trascriverne il significato.

E alla fine sto scrivendo e ho acceso la televisione: c'è Chi l'ha visto? e non mi capitava da una vita di beccarlo: esilarante. A proposito di evoluzione.



UPDATE
La mia professoressa di Filosofia del liceo il giorno che ci parlò di Darwin portò in classe un dinosauro e un omino di plastica, in proporzione tra loro. Li teneva in mano mentre parlava e allora facevamo il liceo, neanche a dire le elementari. Spero di diventare un giorno brava come lei.




19 commenti:

  1. Ribadisco: vorrei un sacco una "maestra" come te per i miei futuri figli.

    :)))))

    RispondiElimina
  2. Geazie Mela, bellissimo complimento per cominciare la giornata!!!!

    RispondiElimina
  3. ciao, ti chiedo scusa se mi permetto di correggerti in un paio di cose, ma studio l'evoluzione per lavoro e spero di non offenderti. È un po' rischioso fare il confronto fra uomo di Neandertal e Homo sapiens (il "sapiens" va scritto minuscolo) perché il Neandertal aveva il cervello in media più grande di noi. Per un periodo abbastanza lungo Neandertal e sapiens si sono comportati esattamente allo stesso modo (durante quello che viene definito Paleolitico medio), poi a un certo punto, senza apparenti ragioni, per lo meno a studiare crani e calchi endocranici, l'Homo sapiens ha iniziato a comportarsi in modo diverso, sono nate l'arte, un modo tutto nuovo di costruire gli strumenti in pietra (Paleolitico superiore), le sepolture e molto altro. Un'ipotesi secondo me molto interessante vede nell'aumento di dimensione dei gruppi umani all'epoca il motore che ha portato a questo cambiamento, più il gruppo era grande più c'era scambio di informazioni, e poi sviluppo culturale.
    E poi le immagini che mostri sono una semplificazione sbagliata dell'evoluzione, un'immagine più corretta puoi trovarla qui: http://humanorigins.si.edu/evidence/human-fossils/species/human-family-tree
    L'evoluzione non ha funzionato in linea retta da una specie all'altra (dall'habilis all'erectus al Neandertal al sapiens), ma ad albero. Nello stesso periodo ci sono state anche 3-4 specie umane che coabitavano e avevano antenati più o meno diversi.
    Un post che lo spiega molto bene è questo: http://letteredalucca.wordpress.com/2009/02/12/happy-birthday-charles/
    TI chiedo ancora scusa se ti sono sembrata saccente, ma essendo appassionatissima del mio campo di studio tendo a voler correggere gli errori ad esso riferiti, quando mi capita di vederne. Spero di non averti offesa.

    RispondiElimina
  4. Vorrei diventare piccola piccola, venire a Roma ed assistere ad una tua lezione! Davvero. A me mica l'hanno spiegata così bene la teoria di Darwin!
    p.s. Mi hai ricordato comunque la scena di Nico e Andre al Museo di Storia Naturale, seduti davanti all'immagine dell'evoluzione da scimmia a uomo, con una faccia sorpresa e buffa..e il commento di Andre era stato: 'Diccendiamo dalla cimmia, piano piano una votta ela una cimmia, poi gli viene più bello il naso, poi diventa un uomo e poi un uomo". :)
    m.

    RispondiElimina
  5. Mami, fantastica la descrizione di Nico!

    RispondiElimina
  6. In ogni modo le immagini che spiegano l'evoluzione sono volutamente improprie: quello che voglio che facciano è semplicemente provare a descrivere un mutamento in generale che ha in sé un miglioramento (per esempio la posizione eretta è un miglioramento perché lascia gli arti superiori liberi di fare tante cose). Il fatto che alcune siano simpatiche e allusive o modificate per ironizzare mi serve per liberargli la testa. Stamattina Valerio ne ha scelta una in cui invece degli ominidi ci sono gli omini Lego e ha trasformato la parola "australopoteco" in "australopiLego".

    RispondiElimina
  7. * importare è in realtà impoStare, australopitego ovviamente australopiteco,...

    RispondiElimina
  8. Vediamo... ci sono secondo me due possibilità, una più facile ed una più difficile.

    La più facile è che al posto di Uomo di Neandertal scrivi Homo habilis, ad esempio.

    La più difficile è che lasci la scritta come è e fai loro un discorso un po' diverso:

    "gli avevo chiesto se il mio cervello fosse più o meno evoluto del loro. "Più evoluto il tuo, maestra!", si è alzato un coro (che carini). Allora ho chiesto loro se l'uomo di Neanderthal fosse nato prima o dopo dell'Homo Sapiens. "Prima, maestra!". E infine se l'uomo di Neanderthal avesse il cervello più o meno evoluto dell'Homo Sapiens. "Meno evoluto dell'Homo Sapiens, maestra!"."

    Se l'evoluzione fosse continua da una persona all'altra allora io dovrei avere un cervello meno evoluto del vostro, perché voi siete nati dopo di me e l'evoluzione dovrebbe aver agito nel frattempo dandovi cervelli migliori del mio. Però io so più cose di voi, e so fare bene cose che voi ancora non sapete fare, per cui a prima vista potrebbe sembrare che il mio cervello sia più evoluto. In realtà a partire dalla comparsa di Homo sapiens il cervello non si è più evoluto, è rimasto più o meno quello che era nei primi sapiens. Allora perché noi costruiamo i razzi, andiamo nello spazio, guidiamo la macchina e facciamo tante cose complicate che gli uomini preistorici non sapevano fare? Questo dipende non tanto dalle dimensioni o dalle capacità cervello, ma da come lo usiamo. Io ad esempio ho studiato tanti anni più di voi, e per questo ho imparato tante cose che voi ancora non sapete. Sembro più evoluta, ma i nostri cervelli sono più o meno uguali. Ho solo più strumenti di voi per questo posso usare meglio il mio cervello.

    Ecco, l'Uomo di Neanderthal aveva un cervello più grande dell'Homo sapiens, però dal punto di vista culturale l'Homo sapiens era molto più evoluto. Perché? Non si sa, alcuni studiosi pensano che l'Homo sapiens sapesse parlare meglio dell'Uomo di Neanderthal, e questo gli ha permesso di acquisire una cultura molto più ampia, sembrando quindi più evoluto.

    Non so, forse non mi sono spiegata bene, al massimo dimmelo (anche via mail, paleomiki chiocciola gmail punto com) e ne discutiamo insieme

    RispondiElimina
  9. ho "spezzato" il commento in due, era troppo lungo :)

    Scusa, ricomincio a rompere... L'idea di miglioramento è importante, però va sempre circoscritta all'ambiente nel quale la specie vive. Nell'evoluzione non "vince" il migliore, "vince" quello che vive meglio in quell'ambiente. Non è una partita a calcio, dove vince il più veloce, è come una scuola, dove i bambini che vincono le partite di calcio non sono necessariamente quelli che prendono i voti più belli in italiano. Quelli che vincono le partite di calcio sono veloci, scattanti e non importa che sappiano coniugare i verbi, mentre i più bravi in italiano sanno scrivere senza il minimo errore di ortografia, ma magari corrono lentissimi e non sanno tirare in porta. Nell'evoluzione è uguale. Un sacco di specie di scimmie (gorilla, scimpanzé, orango)hanno sempre vissuto nella foresta, e non si sono mai preoccupate di camminare solo sulle zampe posteriori, perché a loro non serve. E infatti ancora vivono nella foresta e ancora camminano in modo diverso da noi.
    Invece un gruppetto di progenitori comuni fra noi e le scimmie moderne si sono trovati in una situazione diversa, come un bambino bravo in italiano che va in una scuola dove si gioca solo a calcio. Per adattarsi nel modo migliore al nuovo ambiente sono stati necessari dei cambiamenti importanti, camminare in piedi, ad esempio. In poche parole hanno dovuto imparare a giocare a calcio.
    Il miglioramento dovuto all'evoluzione è sempre relativo all'ambiente specifico in cui una specie vive, e molto spesso le specie "migliori", cioè meglio adattate al loro ambiente, si estinguono appena l'ambiente per qualche motivo cambia, mentre le specie meno adattate, che riescono a vivere più o meno bene ovunque, in questi casi hanno molte più possibilità di cavarsela.

    Mi pare di capire che insegni alle elementari, spero che il mio discorso non sia troppo difficile per bambini di quella età.
    Come dicevo per qualsiasi cosa scrivimi pure quando vuoi! :)

    RispondiElimina
  10. Michi ti sei spiegata BENISSIMO, fantastica. E di solito anche quando il discorso è complesso e sottile e ricco di variabili cerco di spiegarlo senza lasciare strani buchi. Perciò riprenderò l'argomento e darò loro tutte queste informazioni. Tra l'altro sto affiancando al loro libro di storia un libro di Gombrich, "Breve storia del mondo" che, facendo una seria distinzone tra storia e preistoria, spiega come moltissime scoperte e teorie su com'erano la terra e i suoi abitanti milioni di anni fa siano ancora in ballo e tante cose ancora non si sappiano spiegare con precisone!
    Ma sai quanto sto apprezzando queste cose che mi hai spiegato??? Grazie!

    RispondiElimina
  11. Mi fa piacere! se hai dubbi chiedi pure, so bene che la preistoria è un campo spinoso, e purtroppo siamo in pochi ad avere la fortuna di averla studiata :)
    Per quanto riguarda l'evoluzione umana ultimamente sono usciti per la casa editrice Il Mulino dei libri molto belli di Giorgio Manzi (Homo sapiens, L'evoluzione umana), poche pagine ma spiegano in modo chiaro e corretto l'evoluzione dell'uomo. Lui fa spesso conferenze a vari livelli, e secondo me è molto bravo.

    Il libro di Gombrich l'ho comprato da poco, mi ispira tantissimo, non vedo l'ora di iniziarlo!
    Fammi sapere come va la lezione! :-)

    RispondiElimina
  12. bello il tuo blog peccato solo che sia scritto in un pessimo italiano!

    RispondiElimina
  13. Io volevo commentarlo il post, davvero, volevo farlo, ma poi ho visto il commento anonimo e mi sono dimenticato, ridendo, cosa volessi scrivere.
    ( http://haulinass.files.wordpress.com/2011/09/cthulhu-evolution.png )

    RispondiElimina