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mercoledì, settembre 17

Elogio della foto mossa

e sfuocata, e sovraesposta, e con l'inquadratura pessima.

Dopo il periodo saturo, il periodo del biancoenero con particolari colorati, il periodo desaturato-vintage, il periodo contrastato, il periodo nebbiolina, ecco il periodo delle foto sbagliate ma che mi dicono qualcosa di più di quelle giuste.
Chiunque potrebbe replicare che non esistono foto giuste o sbagliate ma spero di non leggere nulla del genere: ovvio che è così! Però in astratto alcune foto si possono definire perfette dal punto di vista tecnico e altre imperfette. A me ora più che mai piacciono le imperfezioni.
Tra tutte le imperfezioni la foto mossa vince... è un po' come un sonetto di Cavalcanti, i verbi coniugati al presente mi illudono di un'immediatezza che in realtà non esiste, ma che carica i versi di un'intensità fortissima, e quello che conta è il provarla leggendo. Così la foto mossa: guardandola Teo non si muove veramente, ma sembra e ciò è bellissimo!

Insieme alle foto vi lascio con Guido, nel caso foste a Gardaland quel giorno che la professoressa del liceo ve lo leggeva.

S'io prego questa donna che Pietate
non sia nemica del su' cor gentile,
tu di' ch'i' sono canoscente e vile
e disperato e pien di vanitate.
Onde ti vien sì nova crudeltate?
Già risomigli, a chi tti vede, umìle,
saggia e adorna e accorta e sottile
e fatta a modo di soavitate!
L'anima mia dolente e paurosa
piangene <l>i sospir' che nel cor trova,
sì che bagnati di pianti escon fore:
allor mi par che ne la ment'è piova
una figura di donna pensosa
che venga per veder morir lo core.

(Rime, XVII)











giovedì, settembre 11

ANDIAMO A CULLETTOLANDIA YE YE YE ovvero cosa c'è sul fasciatoio


Questo post è per mia sorella Kira
(la mia unica vera fan).


Da mesi desideravo fare un post su Culettolandia, uno dei luoghi naneschi che preferisco, ma ogni volta che provavo a fotografarlo il risultato era pessimo, anche peggio della foto che vedete qui sotto.
Il fatto è che il bagno è buio e l'angolo in cui ho creato Culettolandia è stretto e non c'è modo di fare foto decenti. Mi sono rassegnata e ho preso il pannello con le tasche, l'ho appeso in corridoio e l'ho fotografato meglio che potevo.

Da Espertona quale sono (per chi si fosse perso gli altri capitoli è ironico) credo che Culettolandia nei primi mesi di vita di un neonatissimo sia un posto fondamentale e molte volte sottovalutato.

Come dice Tracy - la mia guru, la routine quotidiana di un neonatissimo si struttura così: e.a.s.y.
eating
activity
sleeping
you

Culettolandia rientra nel campo activity, ovviamente.
Durante i primi giorni di vita e progredendo fino al terzo mese, dopo aver mangiato, il nano viene cambiato e dorme, poi si sveglia, mangia e dorme, si sveglia di nuovo, mangia e dorme e così via a ritmi di tre ore (o a richiesta). Quello che Teo-neonatissimo faceva sul fasciatoio era praticamente tutto quello che faceva da neonatissimo. Per questo ho voluto che fosse il suo primo ambiente stimolante. 

Secondo me il fasciatoio dovrebbe stare in bagno. Il bagno di solito è più piccolo di una camera da letto, più veloce da riscaldare e più adatto per fare il bagnetto. Nel mio bagno ci sono due lavandini non adiacenti: uno sta nell'antibagno. Antibagno!! Che cosa assurda! Avrebbe senso in una casa di 250 metri quadrati ma in un appartamento di 100 è veramente come sputare sullo spazio vitale! Così mio padre ha costruito un fasciatoio sul lavandino e l'antibagno è diventato Culettolandia. Sulla parete ho appeso un pannello multitasche per contenere le millecentordici cose che servono quando si cambia il pannolino, si veste, si lava, si cura un nanozzo. Ho scelto questo di Zara Home con stelline e pagliacci e su ogni tasca ho attaccato una fettuccia che indica il contenuto.
Lo so è una cosa da maniaca! Oppure è una cosa da maestra! 
Entrambi i sostantivi mi rappresentano, tuttavia il motivo per cui ho fatto una cosa così assurda è Coinquilino.
Per deformazione professionale e per il fatto che ho un accento nordico e vivo a Roma qualsiasi cosa dico mi fa sembrare una maestrina antipatica così non mi andava di sentire la mia voce che diceva a Coinquilino in quale tasca stanno le garzine, qual è la crema per il culetto e quale per il viso, dove sono le braghette di scorta se Teo si è sporcato.
Io sono sempre per l'autonomia e poi volevo che l'esperienza di cambiare il pannolino a Teo fosse tutta sua e senza fastidi. Volevo regalare loro quel momento insieme fin dal primo giorno dato che il nostro momento allattamento non è condivisibile!

Ecco cosa ho scelto di mettere (ovviamente anche la posizione è scelta in modo maniacale, in basso le cose di uso più frequente fino a salire per le cose che servono di rado):

1. Crema culetto.
Basterebbe solo questa per fare il fasciatoio, ma qui siamo in territorio maniacale, non dimentichiamo. In ogni modo io le ho provate tutte e ho scelto questa di Weleda che per efficacia, consistenza, composizione e profumo è perfetta per Teo. Però credo che i culetti siano tutti diversi quindi ogni bambino ha la propria crema culetto preferita!

2. Creme viso, forbicine, aspira caccole.
Partiamo dall'aspira caccole: non l'ho mai usato quindi non so se funziona. Le forbicine sono indispensabili: la pratica di mettere guantini o calzini sulle mani dei neonati per non farli graffiare mi inquieta una cifra! Creme viso: una solare e una Osmin che uso dopo il bagnetto e ha risolto alcune piccole irritazioni (ma ha una profumazione che non mi piace).

3. Acqua termale  e acqua fisiologica.
L'acqua termale è un suggerimento della mia amica di gravidanza Pa: la spruzzo su un dischetto di cotone per pulire il viso di Teo al mattino o dopo aver mangiato. L'acqua fisiologica è indispensabile per il raffreddore, io uso quella nella bottiglia con una siringa a casa e quella monodose quando sono in giro.

4. Cotton fioc e garzine.
Le garzine servono i primi giorni per pulire il cordone ombelicale, per disinfettare  usavo la tintura di calendula, perfetta anche come detergente intimo se si hanno i punti dopo il parto. Imbevute di collirio o acqua sono perfette anche per pulire gli occhietti.

5. Olio.
Il massaggio dopo il bagnetto è un momento bellissimo! L'olio di Weleda alla calendula è quello che preferisco (anche il bagno schiuma è fantastico).

6. Braghette, bodies, calzini di scorta.
E se una volta arrivati a Culettolandia Teo ha fatto una super cacca e si è sporcato? Io che sono malata di razionalizzazione preferisco sapere di poterlo cambiare al volo senza "richiuderlo" per andare a ravanare nell'armadio alla ricerca dei vestitini. Per questo ho sempre appesi a delle grucce un pigiamino di scorta e una tutina  per uscire.

I pannolini sono in un contenitore di legno fissato al fasciatoio che fa anche da barriera sul lato esterno e le salviettine sono infilate nel contenitore per essere sempre a disposizione.  Sopra la cover di spugna del materassino (stracomodo quello di Ikea gonfiabile) metto un asciugamano di cotone che cambio quasi ogni giorno, così da appoggiare il culetto di Teo sempre sul pulito. Infine sopra la sua testa ho posizionato un paralume di carta colorato con una lampadina con il potenziometro per poterlo cambiare di sera senza accecarlo e dal paralume scendono tre pupazzetti (che noi chiamiamo "i fattoni"!). 
Questo ambiente rende il momento del cambio un'attività piacevole e divertente.
Tranne quando d'inverno c'è da infilare le maniche... in questo caso non c'è paralume, pagliaccetto, pupazzetto che tenga, la scleratina è assicurata.

TAUTOLOGIA APPARENTE

E vero sono una mamma fortunata perché ho un bambino.
Sono anche un'appassionata di figure del significato e mi piace scoprirne sempre di nuove: questa è una "tautologia apparente", cioè in questo caso un periodo formato da due proposizioni di cui la seconda, invece di assolvere la funzione che dovrebbe assolvere (causale), sembra semplicemente ripetere il concetto della frase precedente e invece non lo fa affatto e assolve la funzione che dovrebbe assolvere dopo un piccolo sforzo di interpretazione.

Fondamentalmente sembra più un discorso filosofico che retorico o grammaticale.

Al liceo abbiamo riso per settimane quando una compagna di classe durante un'interrogazione disse che "il punto di vista è il punto di vista", eppure se si contestualizza in quasi tutti i casi una tautologia è una tautologia apparente anche in un caso così eclatante come una frase soggetto=nome del predicato.

Insomma vorrei dire che sono una mamma fortunata perché ho un bambino, e non è una cosa così scontata di questi tempi. Il concetto di mamma non è concepibile senza il concetto di bambino, è il bambino che rende mamma la mamma ed è la mamma che rende bambino il bambino. Potrei dire che sono una donna fortunata perché ho un bambino ma sarebbe impreciso, la categoria mamma è - direi inesorabilmente - uno dei sottoinsiemi della categoria donna. Il fatto è che la categoria mamma-fortunata non è un sottoinsieme della categoria mamma: è la categoria mamma tutta. Non c'è mamma che non sia mamma fortunata, è impossibile.




Ho avuto bisogno di scriverlo perché credo che il cuore non basti più quando aspetti, dopo il tuo, bambini che arriveranno nelle famiglie delle persone che ami, perché ora sai cosa proveranno.




lunedì, luglio 21

La tautologia apparente

E vero sono una mamma fortunata perché ho un bambino.
Sono anche un'appassionata di figure del significato e mi piace scoprirne sempre di nuove: questa è una "tautologia apparente", cioè in questo caso un periodo formato da due proposizioni di cui la seconda, invece di assolvere la funzione che dovrebbe assolvere (causale), sembra semplicemente ripetere il concetto della frase precedente e invece non lo fa affatto e assolve la funzione che dovrebbe assolvere dopo un piccolo sforzo di interpretazione.

Fondamentalmente sembra più un discorso filosofico che retorico o grammaticale.

Al liceo abbiamo riso per settimane quando una compagna di classe durante un'interrogazione disse che "il punto di vista è il punto di vista", eppure se si contestualizza in quasi tutti i casi una tautologia è una tautologia apparente anche in un caso così eclatante come una frase soggetto=nome del predicato.

Insomma vorrei dire che sono una mamma fortunata perché ho un bambino, e non è una cosa così scontata di questi tempi. Il concetto di mamma non è concepibile senza il concetto di bambino, è il bambino che rende mamma la mamma ed è la mamma che rende bambino il bambino. Potrei dire che sono una donna fortunata perché ho un bambino ma sarebbe impreciso, la categoria mamma è - direi inesorabilmente - uno dei sottoinsiemi della categoria donna. Il fatto è che la categoria mamma-fortunata non è un sottoinsieme della categoria mamma: è la categoria mamma tutta. Non c'è mamma che non sia mamma fortunata, è impossibile.



Ho avuto bisogno di scriverlo perché credo che il cuore non basti più quando aspetti, dopo il tuo, bambini che arriveranno nelle famiglie delle persone che ami, perché ora sai cosa proveranno.




giovedì, luglio 17

L'espertona#5 - Teo va dal fruttarolo

I giocattoli per bambini ormai sono straevoluti, fantastici, sicuri e stimolanti, creati su misura per ogni età, giorno, minuto della crescita di un nano.
Forse i colori si possono imitare ma i profumi e le consistenze della natura sono però irriproducibili artificialmente. 
Per questo dopo aver constatato quanta curiosità suscitasse in Teo questo limone (lavato e non trattato), ho preso anche una bellissima melanzana viola e dei  peperoni: giallo, verde e rosso.
Un gioco come un altro ma più naturale e secondo me super stimolante per la vista, il tatto e l'olfatto e anche per le associazioni che può fare con altre cose dello stesso colore, e non serve contargliela (ha solo sei mesi!), basta mettere il frutto o l'ortaggio nel box da qualche parte dove lui può arrivare da solo, quando e come vuole.
Anche se ancora non ha i dentini e non può staccare pezzetti... non perdetelo di vista!







martedì, luglio 15

L'espertona#4 - Culettolandia: cosa serve sul fasciatoio


Questo post è per mia sorella Kira
(la mia unica vera fan).


Da mesi desideravo fare un post su Culettolandia, uno dei luoghi naneschi che preferisco, ma ogni volta che provavo a fotografarlo il risultato era pessimo, anche peggio della foto che vedete qui sotto.
Il fatto è che il bagno è buio e l'angolo in cui ho creato Culettolandia è stretto e non c'è modo di fare foto decenti. Mi sono rassegnata e ho preso il pannello con le tasche, l'ho appeso in corridoio e l'ho fotografato meglio che potevo.

Da Espertona quale sono (per chi si fosse perso gli altri capitoli è ironico) credo che Culettolandia nei primi mesi di vita di un neonatissimo sia un posto fondamentale e molte volte sottovalutato.

Come dice Tracy - la mia guru, la routine quotidiana di un neonatissimo si struttura così: e.a.s.y.
eating
activity
sleeping
you

Culettolandia rientra nel campo activity, ovviamente.
Durante i primi giorni di vita e progredendo fino al terzo mese, dopo aver mangiato, il nano viene cambiato e dorme, poi si sveglia, mangia e dorme, si sveglia di nuovo, mangia e dorme e così via a ritmi di tre ore (o a richiesta). Quello che Teo-neonatissimo faceva sul fasciatoio era praticamente tutto quello che faceva da neonatissimo. Per questo ho voluto che fosse il suo primo ambiente stimolante. 

Secondo me il fasciatoio dovrebbe stare in bagno. Il bagno di solito è più piccolo di una camera da letto, più veloce da riscaldare e più adatto per fare il bagnetto. Nel mio bagno ci sono due lavandini non adiacenti: uno sta nell'antibagno. Antibagno!! Che cosa assurda! Avrebbe senso in una casa di 250 metri quadrati ma in un appartamento di 100 è veramente come sputare sullo spazio vitale! Così mio padre ha costruito un fasciatoio sul lavandino e l'antibagno è diventato Culettolandia. Sulla parete ho appeso un pannello multitasche per contenere le millecentordici cose che servono quando si cambia il pannolino, si veste, si lava, si cura un nanozzo. Ho scelto questo di Zara Home con stelline e pagliacci e su ogni tasca ho attaccato una fettuccia che indica il contenuto.
Lo so è una cosa da maniaca! Oppure è una cosa da maestra! 
Entrambi i sostantivi mi rappresentano, tuttavia il motivo per cui ho fatto una cosa così assurda è Coinquilino.
Per deformazione professionale e per il fatto che ho un accento nordico e vivo a Roma qualsiasi cosa dico mi fa sembrare una maestrina antipatica così non mi andava di sentire la mia voce che diceva a Coinquilino in quale tasca stanno le garzine, qual è la crema per il culetto e quale per il viso, dove sono le braghette di scorta se Teo si è sporcato.
Io sono sempre per l'autonomia e poi volevo che l'esperienza di cambiare il pannolino a Teo fosse tutta sua e senza fastidi. Volevo regalare loro quel momento insieme fin dal primo giorno dato che il nostro momento allattamento non è condivisibile!

Ecco cosa ho scelto di mettere (ovviamente anche la posizione è scelta in modo maniacale, in basso le cose di uso più frequente fino a salire per le cose che servono di rado):

1. Crema culetto.
Basterebbe solo questa per fare il fasciatoio, ma qui siamo in territorio maniacale, non dimentichiamo. In ogni modo io le ho provate tutte e ho scelto questa di Weleda che per efficacia, consistenza, composizione e profumo è perfetta per Teo. Però credo che i culetti siano tutti diversi quindi ogni bambino ha la propria crema culetto preferita!

2. Creme viso, forbicine, aspira caccole.
Partiamo dall'aspira caccole: non l'ho mai usato quindi non so se funziona. Le forbicine sono indispensabili: la pratica di mettere guantini o calzini sulle mani dei neonati per non farli graffiare mi inquieta una cifra! Creme viso: una solare e una Osmin che uso dopo il bagnetto e ha risolto alcune piccole irritazioni (ma ha una profumazione che non mi piace).

3. Acqua termale  e acqua fisiologica.
L'acqua termale è un suggerimento della mia amica di gravidanza Pa: la spruzzo su un dischetto di cotone per pulire il viso di Teo al mattino o dopo aver mangiato. L'acqua fisiologica è indispensabile per il raffreddore, io uso quella nella bottiglia con una siringa a casa e quella monodose quando sono in giro.

4. Cotton fioc e garzine.
Le garzine servono i primi giorni per pulire il cordone ombelicale, per disinfettare  usavo la tintura di calendula, perfetta anche come detergente intimo se si hanno i punti dopo il parto. Imbevute di collirio o acqua sono perfette anche per pulire gli occhietti.

5. Olio.
Il massaggio dopo il bagnetto è un momento bellissimo! L'olio di Weleda alla calendula è quello che preferisco (anche il bagno schiuma è fantastico).

6. Braghette, bodies, calzini di scorta.
E se una volta arrivati a Culettolandia Teo ha fatto una super cacca e si è sporcato? Io che sono malata di razionalizzazione preferisco sapere di poterlo cambiare al volo senza "richiuderlo" per andare a ravanare nell'armadio alla ricerca dei vestitini. Per questo ho sempre appesi a delle grucce un pigiamino di scorta e una tutina  per uscire.

I pannolini sono in un contenitore di legno fissato al fasciatoio che fa anche da barriera sul lato esterno e le salviettine sono infilate nel contenitore per essere sempre a disposizione.  Sopra la cover di spugna del materassino (stracomodo quello di Ikea gonfiabile) metto un asciugamano di cotone che cambio quasi ogni giorno, così da appoggiare il culetto di Teo sempre sul pulito. Infine sopra la sua testa ho posizionato un paralume di carta colorato con una lampadina con il potenziometro per poterlo cambiare di sera senza accecarlo e dal paralume scendono tre pupazzetti (che noi chiamiamo "i fattoni"!). 
Questo ambiente rende il momento del cambio un'attività piacevole e divertente.
Tranne quando d'inverno c'è da infilare le maniche... in questo caso non c'è paralume, pagliaccetto, pupazzetto che tenga, la scleratina è assicurata.

mercoledì, luglio 9

L'espertona#3 - Le immagini

I primi libri di Teo sono un regalo di quella secchiona della zia Franci. 
Che tra l'altro è un'insegnante anche lei!
Al momento c'è parità tra il desiderio di sgagnarli e l'attrazione per le figure colorate, oltre all'incredibile stupore quando sente i versi degli animali del libro della fattoria.

Inutile dire che è super importante far socializzare i nani con i libri fin dai primi mesi. Se la parola "libro" sembra pedante e precoce, basta chiamarle semplicemente "immagini", se poi sono ben confezionate, stampate su cartoncino pesante e si possono sfogliare... tanto meglio!
Alla fine il libro altro non è che un modo molto comodo per guardare delle figure e leggere delle parole che ci fanno pensare a delle immagini e quindi si torna sempre all'esperienza visiva. 
E l'esperienza visiva, lo sanno anche i muri, va stimolata, arricchita, incrementata fin dalla nascita.


Questi libri sono bellissimi e particolarmente adatti già a 6-7 mesi per la grandezza delle immagini e per i colori e anche per le parole, poche e ripetute. La zia Franci sa quel che fa!

 - M. L. Giraldo “A me gli occhi!”, illustrazioni di N. Bertelle,  La Coccinella, Milano 2013
- “Che suono è? – La fattoria”, ed Tam Tam Éditions (Belgio)
- E. Carle “Il piccolissimo Bruco Maisazio”, Mondadori 2014 (1969’)
  - C. A Michelini “Le ruote corrono…”, illustrazioni di G. Mantegazza, La Coccinella, Milano 1998



venerdì, giugno 27

Voglia in anticipo#1 - TEPEE

L'argomento dovrebbe essere lo svezzamento perché qui siamo partiti alla grande, ma parlerei in astratto perché sto ancora scegliendo la direzione giusta consultandomi con Claudia e con la Simo. 
Claudia è la mia splendida amicadiparto, quella che nel bel mezzo della notte mi ha vista arrivare nella sua stanza dopo aver partorito e alla domanda dell'infermiere "ti gira la testa?" mi ha sentita chiedere "intende di 180gradi?". Forse credevo di essere a un provino per il remake dell'Esorcista, e nonostante questo lei mi parla ancora. 
La Simo è la mia amica di Brescia ed è una delle donne più fantastiche che conosco. Lei non solo mi da i consigli giusti ma riesce a trasmettermi energia e buonumore solo con il suono della sua voce. Una telefonata con lei ha l'effetto di un barattolo integratori!
Oltre a Claudia amicadiparto e alla Simo ho in ballo anche la lettura di un blog e relativo libro che probabilmente diventerà la mia Bibbia. 
Ma ora sono ancora alla ricerca dell'alga Kombu, delle lenticchie decorticate, sto ragionando sull'apporto delle proteine della carne e sulle alternative e quindi preferisco guardare queste foto e non impallarmi sullo svezzamento di Teo (anche se è una delle cose più interessanti che io abbia mai fatto).

Ecco allora una gallery di tende. Proprio tende! Ma non quelle che si mettono sulle finestre, che tra l'altro non sono la mia passione (potessi scegliere i miei infissi le fionderei dato che davanti alla mia finestra c'è un parco!), intendo le tende per i bambini, quelle che posizionate in cameretta o in giardino o sul balcone diventano il loro rifugio, la loro casa, il posto dove pensare, ripararsi, giocare, nascondersi. So che è presto per Teo che ancora non cammina ma non posso non sognare già la sua tenda con tanti cuscini, una luce per sfogliare un libro colorato, una scatola per nascondere i suoi segreti e tutto quello che lui vorrà portare con sé nel suo ma proprio suo mondo.












*tutti i link nella board di Pinterest Teepee, e qui un utilissimo tutorial per realizzarne una.


lunedì, giugno 23

Il senso del ricevere secondo Teo

Il primo regalo ricevuto con consapevolezza da Teo, una bellissima palla colorata che sbattendo suona scelta da nonno Rolly. E se mai un giorno vorrà rivedersi la scena io l'ho fotografato.











giovedì, giugno 19

L'ESPERTONA#2 - I Pampers su Amazon.co.uk

Un nuovo capitolo della rubrica dell'Espertona, quella che una volta sgravato diventa la guru dei nani.  


Per scegliere quali pannolini usare mi sono consultata con le mie amiche già figliate e più o meno tutte mi hanno detto la stessa cosa. I Pampers e soprattutto i Pampers Progressi sono i pannolini migliori, all'inizio per la cacca liquida e poi per consentire agilità nei movimenti del nano. Ci sono anche altri pannolini che hanno caratteristiche simili e costano meno ma su quelli tutte concordano e acquistarli a prezzo pieno è una follia, per questo l'ideale sarebbe aspettare una promozione e riempire il carrello e poi lo sgabuzzino o fare uno strato di pacchi di Pampers sotto il letto o sopra l'armadio (quanto odio gli armadi che non arrivano al soffitto ma questa è un'altra storia). Per altro bisogna pure stare attenti nei primi mesi perché da un momento all'altro il nano decide di crescere e passare alla misura successiva quando ancora noi abbiamo scorte di quella più piccola anche nel frigorifero.

Mi sembrava assurdo soccombere a un prezzo così irragionevole e allo stesso tempo accontentarmi di un prodotto buono ma non eccellente così ho pensato di cercare online e in particolare su Amazon. Sul sito italiano i prezzi sono identici a quelli dei negozi ma sul sito inglese vendono i pacchi scorta a un prezzo super competitivo. Anche aggiungendo tasse e spese di spedizione (nel nostro caso ammortizzate anche dal fatto che una volta al mese facciamo un ordine di cd e quindi le pagheremmo comunque) il prezzo dei Pampers inglesi è 2/3 rispetto a quello degli stessi pannolini italiani. 
Si trattava solo di capire quali sono i Progressi dato che i nomi inglesi sono un po' diversi, così ho fatto qualche ragionamento, ho letto qualche recensione, li ho ordinati e confrontati e ci ho preso. 


In Inghilterra dunque usano i Pampers con nomi diversi ma con caratteristiche identiche ai nostri. 
Noi abbiamo i Progressi che hanno tutte le taglie, loro hanno i New Baby nelle taglie 0 (Micro), 1, 2, 3, poi si passa agli Active Fit che partono dalla 3 in poi (c'è anche la 3+) e sono leggermente differenti dai primi ma tutti alla pari dei Progressi. 

Mi piace tantissimo la confezione dei New Baby taglia 3!! Poi ci sono i Baby Dry che sono uguali per entrambi. La maggior parte delle recensioni consiglia di usare gli Active Fit di giorno e i Baby Dry di notte e a me sembra una buona idea per risparmiare ulteriormente perdé questi ultimi costano ancora meno. 
Per quanto riguarda il prezzo, ragionando ovviamente per pannolino visto che le confezioni variano, su Amazon.co.uk i Pampers New Baby Tg. 3, 74 pannolini, costano 10 sterline ovvero 0,13 sterline al pezzo  e quindi 0.16 euro contro i circa 0,37 euro dei Pampers italiani.
C'è il VAT che è la nostra IVA ma non incide mai moltissimo sul prezzo perciò il prezzo definitivo non è mai di molto superiore a quello di base.

Il fatto è che nonostante la spedizione, le tasse (VAT) e il cambio della sterlina i Pampers costano sempre molto meno, 25 (al massimo) cent contro  37 cent.

La soluzione migliore per risparmiare è ordinarne due o tre confezioni (da circa 80 pannolini o di più) dato che le spese variano di poco, oppure fare come noi, aggiungerlo a un altro acquisto abituale. O ancora meglio dividersi le spese con qualche amico che ha un bimbo in età da pannolino.

E siccome io sono malata di razionalizzazione, come ho già detto più volte, e anche di scorte, compro su Amazon anche le salviette Pampers Sensitive in pacchi da 12 che costano circa 1 euro e mezzo e sono fantastiche.