mercoledì, settembre 14

SEA ANIMALS#3


Perché ci è ostico uno scrittore nuovo? Perché non sappiamo ancora evocare intorno a lui tutto il quadro contemplativo di una società in cui abbandonarci fiduciosi.
5 nov. 1939 
C.Pavese, Il mestiere di vivere, Einaudi 1990, p. 161

RAMO

Di sicuro c'è un vantaggio a conoscere tanti musicisti. Possono servire nel momento del bisogno. Ieri, per esempio, è passato a salutarmi Iacoangeli (qui e qui), quello della cover-barbiturici di Black, e dato che c'era gli ho chiesto se gli andava di aiutarmi a fare dei buchi nel soffitto. Fatto!
Finalmente il ramo è al suo posto.


martedì, settembre 13

QUANDO L'INTERPRETAZIONE MERITA

Forse avrei potuto usare un altro titolo. Come "cose da fare negli alberghi" o semplicemente "Shining", parola chiave da googlesearch. 
Ma ho adorato quest'interpretazione volontaria e non studiata, improvvisata in un albergo di Corvara qualche settimana fa, proprio la sera prima della ormai famigerata camminata punitiva. Ma sulla descrizione della camminata punitiva preferisco stendere un velo pietoso, se no dovrei parlare della mia pietosa performance in discesa.

Camminata punitiva ovviamente è ironico, ma la situazione mi ha subito fatto venire in mente quel film con le gemelle che frullavano la nuova moglie di loro padre, Il cowboy col velo da sposa (Disney 1961). Adoro quel film, soprattutto la prima parte nel campeggio quando le gemelle si fanno dispetti complicatissimi prima di scoprire di essere sorelle.

Detto questo, che non c'entra assolutamente niente, ecco di seguito "l'interpretazione che merita". 
E ora ho davvero troppo da fare con il mio ramo per continuare a scrivere, per fortuna.



lunedì, settembre 12

RITORNO A PEYTON PLACE 00041

Voglio cominciare a fare il punto della situazione di Peyton, anche alla luce di nuove interessanti novità che portano scompensi e stabilizzazioni, com'è giusto che facciano le novità peytoniane.

Ripropongo allora le quattro puntate delle prove del concerto trash "Peyton Place 00041", per capirci quello che aveva come cavallo di battaglia la cover di T'appartengo cantata da Zorana che può vantare nel suo curriculum il fatto di non aver mai visto Non è la Rai dato che al tempo viveva ancora in Serbia (mentre ora è anche lei cittadina di Peyton, del distaccamento di Peytonvajanica, per la precisione).

Gli altri personaggi sono le coriste nonché cantanti di altri pezzi che hanno fatto il panico durante il concerto: Grazia, Alessandra ed Emilia, il bassista e spesso contrabbassista Ivan, il batterista Luca, il cantante nonché batterista Matteo, quello che durante la quarta puntata ha fatto più casino, l'altro bassista Cecco che è un personaggio noto nel mio blog già dai primi post e compare anche nel video MTV camera eating nei panni dell'amico gay-non-gay, il chitarrista Simone, il chitarrista Iacoangeli, interprete della cover-barbiturici di Black, il chitarrista Pauluzz e il chitarrista che ha suonato la quasi totalità dei pezzi in scaletta, Jermo.

Le cantanti Emilia e Grazia aprono due puntate e si sono prestate al trash nonostante le evidenti doti musicali che possiedono.









ELENA, CAMILLA E VENT'ANNI DI AMICIZIA

Elena e Milla hanno pensato di festeggiare i loro venti anni di amicizia. Si erano conosciute in prima media, il primo giorno di scuola: mi sembra un motivo buono e giusto per fare una festa. 


venerdì, settembre 9

UN TUFFO NEL PASSATO (MAGARI)

Lunedì sera ho partecipato a una festa di compleanno. Come fotografa: non credo mi avrebbero invitata altrimenti visto che erano tutti diciottenni e io sono una vecchiardona di trentanni con "le scarpe di zia Pia", come le definisce la mia cara amica Vanessa. 
Mi sono resa conto che a diciotto anni io ero contestualizzabile nella Casa Nella Prateria mentre loro, la festeggiata e gli amici della festeggiata, sembrano usciti da Sex And The City. E non penso che abbiano visto tutti Sex And The City, semplicemente sono così: stilosissimi.
La festeggiata mi ha autorizzata a pubblicare qualche foto, ecco quelle che mi piacciono di più, non tanto per la qualità quanto piuttosto perché le trovo positivamente contraddittorie. Questi ragazzi sono freschissimi, hanno proprio diciotto anni e mi sembra impossibile che io ne abbia dodici di più. Ma allo stesso tempo sono sempre in posa e adorano farsi fotografare ed entrambi i loro atteggiamenti, la spontaneità e la posa, sono stati pane per i miei denti. 
E poi Fabiana è bellissima e iperfotogenica, che fortuna: a diciotto anni io, a confronto, ero scrausissima.














mercoledì, settembre 7

TUTTE LE FAMIGLIE FELICI SI ASSOMIGLIANO E SONO FELICI A MODO LORO

Per coincidenza (parola che usa tanto mia madre, insieme a "io me lo sentivo") in quest'ultimo periodo mi è capitato spesso di chiedermi qual è il mio concetto di famiglia.
Mia nonna, uno dei personaggi della mia famiglia e della famiglia del mio blog, a volte si arrabbia e mi dice che non è giusto che io viva a Roma, mia sorella a Vicenza e l'altra mia sorella nel suo mondo interiore riservato! Io le rispondo ogni volta che ci sono famiglie più sfortunate che sono disgregate dagli eventi o dall'incapacità di convivere, mentre noi, seppur lontani fisicamente, siamo strauniti, magari anche grazie a un po' di lontananza (ma qui citerei invece mio padre che sostiene che a volte "l'importante è il risultato").

Quando We are social (che è una "conversation agency", così mi è stato spiegato) mi ha scritto dicendomi che stanno lavorando a un'iniziativa sulla famiglia e hanno notato che nel mio blog spesso compare questo tema, mi sono stupita. Ho pensato subito a tutti quei blog, molto americani, dove si vedono una cifra di foto di feste di compleanno, gite e altri eventi pieni di mamme papà e bambini. Mentre io avevo in mente tutt'altro, volevo un contenitore per le mie fotografie che avesse un minimo di feedback per non perdere la voglia di continuare a farle. In particolare la fotografia a cui si riferivano è la foto di una mia amica, superbella e giovanissima con il suo terzo bimbo appena nato. 
In realtà non era la prima volta che qualcuno me lo faceva notare. Anche Dario una sera a cena mi disse la stessa cosa, che gli piaceva il fatto che ci fossero molte foto delle mie sorelle e di mio padre. Un po' meno di mia madre ma solo perché non ama essere fotografata e fa sempre un sacco di storie e io non insisto anche perché questo è un nonluogo pubblico, come dico sempre, con tutte le conseguenze che ne derivano.

Questo per dire che mi hanno chiesto di partecipare a un'iniziativa di Hotpoint in collaborazione con il fotografo americano Steve McCurry, autore di una delle copertine più famose del National Geografic (giugno 1985). 
Si tratta di un concorso fotografico che invita le famiglie europee a descriversi con un'istantanea e a postarle sul sito di Hotpoint dove gli utenti potranno votarle. Dopo questa scrematura telematica le cento fotografie più votate saranno ridotte a dieci da una giuria di cinque blogger fotografici (per l'Italia) e quindi sottoposte al giudizio di Steve McCurry che ne sceglierà una per ciascun paese. Il premio è un viaggio a New York e una visita al suo studio. E qui vorrei mettere un punto esclamativo.

L'idea mi è piaciuta e ho accettato di essere uno dei blogger della giuria italiana: adoro esprimere la mia opinione su quello che vedo, adoro guardare fotografie e per quanto non sia una professionista ho le idee molto chiare su quello che mi piace in questo campo. 

Sono contenta che mi abbiano contattata. Non so come si arrivi al mio blog senza lo zampino di qualche persona che mi vuole molto bene e apprezza il mio modo di fare fotografie e quindi voglio dire un grazie generico-nongenerico a tutti quelli che guardando qui hanno trovato cose belle e anche al Caso in cui credo a intervalli poco regolari.

E tra le cose belle e proprio inaspettate legate a questa esperienza mi è stata inviata la stampa di uno scatto di McCurry, un ritratto di non opinabile bellezza, e questo favoloso regalo, una Diana F+, una macchina fotografica lomografica che era nella mia lista dei desideri già da un po'.
Quando ho aperto il pacco, ovviamente, sono rimasta senza parole e, in senso metaforico, anche Mio Morbidus. Come si vede nella foto sembra già prevedere che non sfuggirà all'obiettivo della nuova Diana. 
E quanto è bello questo azzurro!




Immagino che chi frequenta questo blog non sia abituato a post come questo. Cerco sempre di "stare un po' indietro", soprattutto sulle informazioni e sui link: per questo c'è googlesearch. Però questa iniziativa è così "normale", come piace a me che sono una grande fan della normalità anche a costo di essere mediocre. Io dico sempre che sono per il massimo del minimo e ci credo davvero.
In più il tema famiglia è molto attuale e anche no. Il signor Lev scriveva che le famiglie felici si assomigliano e quelle infelici sono diverse tra loro. In realtà ravanando nel sito ho visto tante foto tutte diverse e in ognuna un modo diverso di esprimere felicità. 
E io ho trent'anni ed è inutile dire che non ho un'opinione precisa su quella che dev'essere la definizione di famiglia. 
Famiglia è la mia famiglia di Brescia, le mie ex coinquiline con cui ho vissuto a Roma per più di cinque anni e una di loro in particolare, Luca e la sua famiglia e Mio Morbidus e in fondo anche Peyton Place e tutti i suoi abitanti che mi hanno accolta, quando ho scelto di vivere qui, ognuno a modo proprio.

Perciò l'indirizzo per partecipare al concorso è questo: http://family.hotpoint.eu/ e chi vuole può inviare il proprio scatto o votare quelli già postati.